L'Egitto è sicuro? Per i luoghi dove va quasi ogni viaggiatore – Il Cairo, Luxor, Assuan, Hurghada, Sharm el-Sheikh – la risposta dei governi è sì, con prudenza. Alcune zone di confine e desertiche, invece, sono oggetto di avvisi chiari. Abbiamo confrontato le indicazioni ufficiali di Regno Unito, Stati Uniti, Germania e Francia: ecco le zone da evitare, come schivare truffe e molestie e le regole su foto e droni.
La risposta breve: l'Egitto è sicuro?
L'Egitto accoglie milioni di visitatori ogni anno, e la stragrande maggioranza dei viaggi si svolge senza problemi. Nessuno dei grandi governi – Regno Unito, Stati Uniti, Germania, Francia – sconsiglia le mete classiche. Gli Stati Uniti classificano l'Egitto al livello 2 su 4: «maggiore cautela». La Germania emette un avviso parziale, limitato a parti del Sinai.
Ci sono due livelli. Il primo è la situazione di sicurezza: le autorità ritengono possibili attentati, per questo vedrete molte forze dell'ordine presso siti, hotel e strade. Il secondo riguarda la vita di tutti i giorni: truffe, venditori insistenti, molestie e soprattutto il traffico stradale. Questi rischi sono molto più probabili – ed è su di essi che potete agire voi.
La criminalità verso i turisti è considerata bassa. Il ministero degli Esteri britannico definisce i borseggi «rari». La violenza contro i viaggiatori è un'eccezione. Confrontando il proprio itinerario con gli avvisi ufficiali e seguendo poche regole semplici, si viaggia in Egitto con la stessa serenità di molti altri paesi del Mediterraneo.
Un'avvertenza: gli avvisi cambiano. Rileggete la scheda dell'Egitto su Viaggiare Sicuri, il sito della Farnesina, poco prima della partenza. Questo articolo riflette la situazione di ottobre 2026 e non sostituisce quella pagina.
Quali regioni evitare?
Gli avvisi riguardano quasi solo zone dove i viaggiatori vanno di rado. Il più dettagliato è quello del ministero degli Esteri britannico, aggiornato l'ultima volta il 4 agosto 2026. Gli altri governi tracciano confini simili.
| Cosa consigliano i governi | |
|---|---|
| Sinai settentrionale | Sconsigliato ogni viaggio (Regno Unito, Stati Uniti); vietato agli stranieri secondo la Francia |
| Confine libico | Sconsigliato ogni viaggio entro 20 km |
| Confine israeliano | Zona rossa secondo la Francia |
| Deserto occidentale | Solo viaggi essenziali (Regno Unito) o da evitare (Stati Uniti) – eccezioni sotto |
| Nord del Sinai meridionale | Solo viaggi essenziali oltre la strada Santa Caterina–Nuweiba; coste escluse |
| Ismailia, a est del canale | Solo viaggi essenziali |
| Triangolo di Halaib, Bir Tawil | Solo viaggi essenziali (confine sudanese) |
Il deserto occidentale sembra coprire gran parte del paese – ed è così. Ma l'avviso britannico esclude espressamente i luoghi che i viaggiatori visitano: Luxor, Qena, Assuan, Abu Simbel, la Valle dei Re, il Fayyum, le oasi, Siwa e i deserti Bianco e Nero. Un'escursione nel Deserto Bianco resta quindi possibile. Solo la strada Bahariya–Siwa rimane sconsigliata.
Il fuoristrada richiede una guida qualificata e un permesso. Gli operatori seri se ne occupano. Partire da soli espone a problemi con la polizia, ma anche al rischio di restare bloccati lontano da ogni aiuto.

Il Cairo, la valle del Nilo, il Mar Rosso: le mete dei viaggiatori
Il Cairo e Giza. La capitale è rumorosa, affollata e faticosa per molti, ma non particolarmente pericolosa per chi la visita. Alle piramidi, al Museo Egizio e al nuovo Grand Egyptian Museum i controlli somigliano a quelli di un aeroporto. I veri fastidi sono procacciatori e venditori: la nostra guida per visitare le piramidi di Giza spiega come evitarli.
Luxor e Assuan. La valle del Nilo è il cuore di ogni itinerario. La polizia è molto presente attorno ai templi e sui battelli. Sulle strade possono esserci posti di blocco: tenete sempre il passaporto con voi. Per organizzare il percorso, vedete il nostro itinerario di 10 giorni in Egitto.
Il Mar Rosso. Hurghada, El Gouna, Makadi, Soma Bay, Marsa Alam e Sharm el-Sheikh sono località molto sorvegliate. Gli hotel controllano gli ingressi e gli accessi sono presidiati. La Germania raccomanda comunque una prudenza particolare anche qui. Il Sinai meridionale, con Sharm el-Sheikh e Dahab, è aperto ai visitatori. Per scegliere dove fare immersioni, leggete Hurghada o Sharm el-Sheikh.

La situazione regionale: conflitto e voli
Molti si chiedono: «l'Egitto è pericoloso per la guerra con l'Iran?» L'Egitto non è parte del conflitto. Il ministero degli Esteri tedesco ricorda la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran iniziata a fine febbraio 2026 e il cessate il fuoco in vigore dall'8 aprile, e giudica la situazione regionale instabile. La conseguenza concreta per chi viaggia: i voli possono essere deviati, rinviati o cancellati con breve preavviso.
Cosa fare: scegliere se possibile tariffe modificabili, seguire l'app della compagnia aerea e registrarsi su Dove siamo nel mondo, il servizio della Farnesina. In un pacchetto turistico, l'operatore organizza le alternative. Se prenotate da soli, conviene un'assicurazione che copra interruzione del viaggio e ritardi.
Evitate anche manifestazioni e grandi assembramenti. In Egitto è una regola di base: le forze di sicurezza hanno ampi poteri, e di notte i controlli sono più frequenti.
L'Egitto è sicuro per le donne?
Sì, molte donne viaggiano in Egitto da sole o con un'amica. Ma la domanda è legittima: le molestie sono frequenti, soprattutto verbali – richiami, commenti, domande insistenti. Australia e Regno Unito segnalano anche aggressioni fisiche, anche in taxi e sui mezzi pubblici.
Un punto sorprende molti: secondo il ministero degli Esteri britannico, la maggior parte delle aggressioni sessuali segnalate è avvenuta nelle località del Mar Rosso, spesso da parte di persone che la vittima conosceva già – personale di hotel o di escursioni. Non significa che gli hotel siano pericolosi. Significa che la familiarità non è una protezione.
I consigli ufficiali sono concreti: non fate entrare il personale in camera quando siete sole. Condividete i dati del taxi e la posizione in tempo reale con una persona di fiducia. Prenotate le escursioni con operatori affidabili. Coprire spalle e ginocchia fuori dagli hotel è l'usanza e risparmia molti sguardi. E un «La!» (no) deciso e ad alta voce funziona spesso meglio di un cortese tentativo di svicolare.

Truffe e criminalità: le trappole più comuni
Ciò che i viaggiatori incontrano più spesso in Egitto non è un reato, ma una truffa. Gli stessi copioni si ripetono ovunque:
Lo sconosciuto «gentile». Qualcuno vi spiega che il tempio è chiuso e vi porta invece in un negozio di papiri o di profumi. Il tempio, naturalmente, è aperto. Proseguite con cortesia.
Il finto regalo. Una sciarpa, un braccialetto, una foto con il cammello: prima offerti, poi fatti pagare. Non accettate nulla che non intendete comprare.
Il prezzo vago. Taxi, calesse, giro in cammello: concordate il prezzo prima, la valuta e il numero di persone. La maggior parte delle discussioni nasce all'arrivo.
I furti veri e propri sono rari, ma possibili. Il ministero degli Esteri britannico consiglia di tenere copie di passaporto, visto e biglietto aereo separate dagli originali. In caso di furto, andate subito alla polizia turistica (126) e chiedete un verbale. Una denuncia fatta dopo il rientro non ha quasi nessuna possibilità di successo. Per conoscere i prezzi in anticipo, leggete quanto costa un viaggio in Egitto.
Strade, taxi e Uber
Statisticamente, il traffico è il primo rischio di un viaggio in Egitto. Gli incidenti sono frequenti; si guida veloce e spesso a fari spenti. Tutti i governi consigliano di non guidare di notte fuori dalle città. Per i lunghi tragitti di giorno, la Francia raccomanda un autista che conosca la strada e parli arabo. Guidare da sé è possibile, con la patente internazionale e nervi saldi. La maggior parte dei viaggiatori prende il treno, l'aereo, il battello o un autista prenotato.
Al Cairo, ad Alessandria, a Hurghada e a Sharm funzionano Uber e Careem. Il vantaggio: il prezzo è fissato prima, autista e percorso restano registrati. Condividete la corsa con una persona di fiducia, soprattutto di notte. L'Australia avverte che ci sono state aggressioni anche su taxi e auto a noleggio con conducente: sedetevi dietro e controllate targa e autista.
Tutto questo richiede dati mobili fin dall'atterraggio. L'Egitto è fuori dall'Unione europea e il roaming costa caro. Conviene quindi installare una eSIM per l'Egitto prima di partire: app di trasporto, mappe e condivisione della posizione funzionano subito.

Le leggi da conoscere: foto, droni, comportamento
Droni. Senza autorizzazione preventiva del ministero della Difesa non si può importare né far volare un drone. Secondo il ministero degli Esteri britannico, le pene arrivano a 7 anni di carcere o a una multa da 5000 a 50.000 sterline egiziane. Lasciate il drone a casa: viene spesso sequestrato in aeroporto.
Foto. È vietato fotografare installazioni militari – compreso il canale di Suez. Prudenza anche davanti ad ambasciate, edifici governativi e polizia. Chiedete il permesso prima di fotografare le persone, e ai genitori prima di fotografare i bambini. L'attrezzatura professionale richiede un permesso.
Comportamento. L'Egitto è un paese a maggioranza musulmana. Abiti coprenti nelle moschee e nei quartieri storici, riservatezza nelle effusioni in pubblico e niente alcol per strada sono la norma. Per i viaggiatori LGBT+, il ministero degli Esteri britannico invita alla prudenza: le relazioni tra persone dello stesso sesso non sono esplicitamente vietate, ma ci sono stati processi per «dissolutezza», anche per contenuti pubblicati sui social.

Numeri di emergenza e lista prima della partenza
| Numero | |
|---|---|
| Polizia turistica | 126 |
| Polizia | 122 |
| Ambulanza | 123 |
| Vigili del fuoco | 180 |
La polizia turistica è presente in tutti i grandi siti e di solito parla inglese. Salvate anche il numero dell'Ambasciata d'Italia al Cairo o della vostra rappresentanza.
Prima di partire: leggere la scheda di Viaggiare Sicuri · registrarsi su Dove siamo nel mondo · passaporto valido almeno sei mesi · copie di passaporto e visto conservate a parte · assicurazione di viaggio con rimpatrio sanitario · eSIM o piano dati attivato · contatti di hotel e autista salvati offline.
Sul posto: concordare i prezzi prima · non viaggiare su strada di notte · tenere il passaporto durante le escursioni · niente drone, niente foto a militari o polizia · evitare le manifestazioni · denunciare subito ogni furto alla polizia turistica.
Il nostro parere
L'Egitto è sicuro? Per il viaggio che fanno quasi tutti – Il Cairo, le piramidi, il Nilo, il Mar Rosso – sì, a patto di prendere sul serio gli avvisi ufficiali. Le allerte riguardano zone di confine e desertiche che non compaiono in nessun itinerario classico. I rischi che possono davvero toccarvi sono quelli quotidiani: truffe, molestie, traffico.
Contro di essi non serve la paura, ma qualche abitudine: concordare i prezzi, non viaggiare su strada di notte, condividere la posizione, denunciare subito un furto. E rileggere la scheda di Viaggiare Sicuri poco prima del volo: la situazione regionale può cambiare in fretta.



