La Riunione è una delle poche isole al mondo che si possono attraversare a piedi, da oceano a oceano. Due sentieri di grande escursionismo lo rendono possibile: il GR R1, che compie il giro del Piton des Neiges in sei giorni, e il GR R2, la « grande traversata » — circa 140 chilometri da Saint-Denis a Saint-Philippe tra circhi, altipiani e vulcano. Tappe, gîte, prenotazione, stagione: ecco la guida, cifre verificate a settembre 2026.
Due GR (più un terzo) per un’isola sola
Il cuore della Riunione — pitoni, circhi e bastioni, patrimonio UNESCO dal 2010 — si percorre su sentieri con la classica segnaletica bianco-rossa dei GR. Tre itinerari si dividono il lavoro: il GR R1 gira attorno al Piton des Neiges (3 070 m, il tetto dell’oceano Indiano); il GR R2 attraversa l’isola in diagonale da nord a sud-est; e il più breve GR R3 compie il giro del circo di Mafate in due o tre giorni.
Nessuno richiede materiale alpinistico: sono sentieri di montagna, duri ma segnalati, punteggiati di gîte dove si cena e si dorme. Ciò che li rende unici è la densità: in una settimana di cammino si passa dai bastioni vertiginosi di un circo a una foresta di nubi, poi a un deserto di lapilli che sembra Marte.
GR R1: il giro del Piton des Neiges in 6 tappe
Il GR R1 è l’anello ideale per un primo grande trekking riunionese: una sessantina di chilometri in sei tappe da 2 a 6 ore e 30 di cammino, con partenza e arrivo a Hell-Bourg, nel circo di Salazie. Il sentiero infila la foresta di nubi di Bélouve, il bordo del Trou de Fer, le alture di Cilaos, poi Marla — il villaggio più alto di Mafate — prima di risalire verso Salazie per il Col des Bœufs e la Plaine des Tamarins.
Il momento clou si gioca al rifugio della Caverne Dufour (2 478 m): si dorme presto, sveglia verso le 4, e si sale con la frontale l’ultimo strappo verso la cima del Piton des Neiges per l’alba sopra il mare di nuvole. L’andata e ritorno dal rifugio è breve ma ripido e sassoso, e lassù prima dell’alba fa freddo — guanti e piumino non sono un lusso, nemmeno « ai tropici ».

GR R2: la grande traversata, da Saint-Denis a Saint-Philippe
Il GR R2 è il capolavoro: la traversata integrale dell’isola, dal sentiero della Providence a Saint-Denis fino a Basse-Vallée, a Saint-Philippe, sulla costa sud. Secondo le guide e le varianti, contate da 135 a 143 chilometri — circa 140 — e quasi 9 100 metri di dislivello positivo, che la maggior parte dei camminatori distribuisce su 10-12 giorni.
Il programma dà le vertigini: la salita alla Roche Écrite (2 276 m) con la vista a picco su Mafate e Salazie, la traversata di Mafate di villaggio in villaggio, la risalita verso Cilaos, il passaggio del Piton des Neiges per lo stesso rifugio del GR R1, poi gli altipiani, la Plaine des Sables e il plateau del Piton de la Fournaise, prima della lunga discesa nella foresta fino all’oceano. Un’isola intera, riassunta in una linea di cresta.

I tratti che non si dimenticano
Alcuni passaggi giustificano da soli il viaggio. La Plaine des Tamarins, tra il Col des Bœufs e La Nouvelle: un altopiano di tamarindi d’altura piegati dal vento, spesso nella nebbia, che sembra uscito da una fiaba. L’arrivo a La Nouvelle, la « capitale » di Mafate, dove l’elicottero del mattino consegna il pane. Il balcone della Roche Écrite al levar del giorno, quando i due circhi si scoprono in un colpo solo.
E, sul versante del vulcano, la Plaine des Sables: una pista rettilinea in un deserto di lapilli rossi e neri a 2 260 m, che la nebbia può inghiottire in dieci minuti — il tratto più « lunare » di tutta la traversata. Chi non percorre i GR per intero può assaggiare ciascuno di questi passaggi in giornata: La Nouvelle si raggiunge in circa 3 ore dal parcheggio del Col des Bœufs (11,4 km andata e ritorno, calcolate ~6 h in tutto).

Gîte di tappa: prenotare presto, dormire semplice, mangiare bene
L’ossatura dei due GR sono i gîte di montagna: camerate semplici, cena creola abbondante (cari, rougail, riso — spesso il pasto migliore della giornata) e colazione prima dell’alba. Nei rifugi di montagna prenotabili online la mezza pensione (cena + colazione) si aggira sui 34 € per adulto, pernottamento a parte; al Gîte du Volcan sale a 40 €. A Mafate, contate 60-75 € a persona per la notte in mezza pensione in un gîte di villaggio.
La regola d’oro: prenotare con largo anticipo, online o tramite le centrali di prenotazione dell’isola — settimane, perfino mesi per la Caverne Dufour nella stagione secca. Il saldo si paga spesso in contanti, soprattutto a Mafate, dove non ci sono bancomat né terminali affidabili. Portate anche un sistema per depurare l’acqua: non tutte le sorgenti sono potabili.

Quando partire, e le regole di sicurezza
La finestra ideale va da maggio a novembre, l’inverno australe: sentieri più asciutti, cielo più stabile, temperature di cammino perfette — ma notti fredde in quota, con gelo possibile sopra i 2 000 m. La stagione delle piogge e dei cicloni (15 novembre – 30 aprile) inzuppa i sentieri e può chiuderli per giorni; il versante Est, che il GR R2 raggiunge alla fine, riceve da 3 000 a 5 000 mm di pioggia l’anno mentre Saint-Gilles resta sotto i 700 mm.
Tre riflessi coprono quasi tutta la sicurezza. Partire presto: la montagna riunionese è limpida all’alba e si annuvola in tarda mattinata. Verificare le chiusure: dopo una frana o un ciclone interi tratti vengono chiusi per ordinanza — consultate lo stato dei sentieri pubblicato da ONF e Dipartimento prima di ogni tappa. E comunicare il proprio itinerario: il segnale mobile è assente in buona parte di Mafate e lungo i bastioni.
Logistica — e un sogno folle per strada
I due GR si sposano bene con i mezzi pubblici: gli autobus Car Jaune (da 2 a 6 € a tratta secondo la linea, 15 € il pass) servono Saint-Denis, Cilaos, Hell-Bourg e Saint-Philippe, evitando il rompicapo dell’auto lasciata alla partenza. Per un’incursione in giornata verso Mafate, il parcheggio custodito del Col des Bœufs costa 5 € al giorno, 14 € la notte, in contanti.
Infine, per misurare cosa fa quest’isola alle gambe dei più forti: ogni anno a ottobre il Grand Raid lancia i suoi corridori sulla « Diagonale des Fous ». L’edizione 2026, dal 15 al 18 ottobre, porterà la corsa a 180 km e 10 200 m di dislivello positivo — il tracciato più lungo della sua storia, che quest’anno rinuncia a Cilaos. I migliori divorano in una trentina di ore ciò che il GR R2 vi regalerà in dieci giorni. Prendetevi i dieci giorni: la Plaine des Tamarins merita che ci si attardi.
